Giovanni
March

Bianca
Nelli

Rita Lini



Giuseppe
Innocenti

Marcello
Tommasi




Anniversario della nascita di Dante

750 ANNIVERSARIO
DELLA NASCITA DI DANTE


Memoria

I DUE PAPI

 

Memoria

pinochio

Le quattro braccia
della Croce
Da San Francesco a Padre Pio,
dal curato d'Ars a Massimiliano Kolbe

anno 2010
Opere di Bianca Nelli
Chiesa di Dante – Firenze

L'albero della Vita
Solo l'Amore crea
e l'Arte unisce

Omaggio a Padre
Massimiliano Kolbe
BIANCA NELLI
Chiesa di Dante dal 8/12/2007
(La mostra prosegue
fino a tempo da destinarsi)

Solo l'Amore crea
e l'Arte unisce

Mani d'artista intrecciate
per un arcobaleno di pace

Omaggio a Padre
Massimiliano
Kolbe
Mostra di pittura, grafica,
scultura, fotografia
 


MARIA DI NAZARETH
Dall'Annunciazione
a Madre di Gesù

Bianca Nelli
Chiesa di Dante Firenze

Dal 22 Dicembre 2005

UN UOMO DI NOME GESÙ
Sotto il segno della croce,
dalla stella cometa all'albero della vita

Bianca Nelli
Chiesa di Dante Firenze

Dal 18 Dicembre 2004


PENSIERO DI NATALE
Rriflessioni di un burattino
sospeso tra l'Uomo e Dio

Bianca Nelli
Chiesa di Dante Firenze



Speciale 11 settembre
un anno dopo


Omaggio a
Gino Bartali e Gastone Nencini

Mostra di
pittura,grafica e scultura




Rassegne in corso:
Bianca Nelli


Visita
www.toscanarte.com

1971 PANE AL PANE E VINO AL VINO
Guai all'uomo solo, ammonisce la Bibbia.
E guai all' artista solo, si potrebbe parafrasare. Nonostante la loro personalità, anzi nonostante il loro personalismo, per non dire addirittura il loro individualismo, anche gli artisti sono uomini e quindi animali sociali, che han sempre ricercato una certa forma di convivenza.
Dalle Corporazioni trecentesche alle Compagnie cinquecentesche, dal Brieve dei pittori senesi allo statuto dei Paiolanti fiorentini, dall'Accademia di San Luca alla Società Artistica, tutti i secoli han veduto gli artisti riunirsi ed associarsi.
Anche i più ribelli ed apparentemente più asociali sentirono il bisogno di fare comunella e di formare gruppo, dagli Impressionisti agli Scapigliati, dai Macchiaioli ai Chiaristi. Negate le Accademie si formavano le Scuole, da quella di Barbizon a quella di Resina , nè mancarono i Manifesti , da quello Futurista del Marinetti a quello "Blanco" del Fontana.
Disertati (apparentemente ) i Musei vennero frequentati i Caffè, da quello Michelangiolo a quello delle Giubbe Rosse, da quello dell' Ussero di Pisa, a quello Bardi di Livorno, e Borri dei Macchiaioli a Pistoia, oggi al Globo. In ogni paese e in ogni momento anche gli artisti si ricercarono per affinità, si riunirono per necessita', formavano gruppo, per non dire comunella.
E un nuovo Gruppo è sorto nei nostri giorni, denominato " Toscana Arte ", di artisti i quali non han voluto issare un nuovo vessillo, proclamando un nuovo credo estetico. Si sono soltanto riconosciuti sotto il cielo della Toscana, che in fatto di arte non è una regione e neppure un continente, ma un mondo intero.
Sotto la denominazione Toscana essi han voluto garantire una genuinità diprodotti, simili a quelli che si ottengono dalla vite e dall'olivo. Non sono apprezzati intrugli teorici o sofisticazioni dottrinali. "Pane al pane e vino al vino". Potrebbe essere questo il motto degli artisti raggruppati nella "Toscana Arte". Ma perché la formula non sembri addirittura utilitaria,viene riconosciuta da questi artisti toscani anche la legittimità del cipresso, pianta di pura e quasi metafisica bellezza, solenne presenza nel paesaggio anche più modesto, emblema e suggello d'una poesia di sublime disinteresse.
Ed e' proprio in virtù di questa insopprimibile poesia che l'arte toscana ha sempre superato il provincialismo e il regionalismo, per toccare le sfere dell' universale. Piero Bargellini Firenze, Febbraio 1971